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Giovedì 19 Aprile 2012 14:17
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Lanterne
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Lanterne

Quando le proprietà si dividono
non bisogna mai che si spartiscano con i tre lati...
sempre quattro, cinque, quanti ne volete... ma mai tre!”
Il Vecchio col Bastone.


Inizio

Cominciò di notte e sempre alla stessa ora. Una fastidiosa vibrazione dei vetri seguita da un prolungato lamento, il tutto per un tempo che sembrava non avere fine.
Quando capitava ciò, Davide si stringeva nelle coperte e rimaneva immobile, con la testa ritta e gli occhi spalancati nell’oscurità.
Si era trasferito nella casa nuova soltanto da qualche mese: una graziosa villetta simile ad altre quindici costruite a schiera, non molto lontano dal centro abitato e quel rumore, così puntuale, così inquietante, disturbava il suo sonno, impedendogli di riposare per il resto della notte.
Non che gli altri vicini non avessero il medesimo problema, anzi, il misterioso rumore disturbava proprio tutti, senza eccezioni di sorta e la cosa, si può dire, stava diventando assai penosa.
Davide ricordava di un conciliabolo avuto con gli abitanti delle villette proprio la settimana prima, niente di preparato ma, la comune afflizione per il pauroso rumore, aveva fatto sì che gli inquilini cominciassero a parlarne sul viale che conduceva alle abitazioni e man mano che il discorso si animava, vi prese parte sempre più gente.
In quel momento di comune riflessione, ciascuno cercò di trovare la propria spiegazione al mistero: un forte vento notturno proveniente dalle montagne, lavori sotterranei commissionati dal comune per riordinare la rete fognaria, leggeri movimenti delle fondamenta... però poi ogni tesi presentava il suo insormontabile tallone d’Achille che non permetteva di renderla oltremodo plausibile e l’angoscia ritornava.
Ad intorbidare le acque, si aggiunse poi lo strano racconto di un vecchio, così curvo nei suoi anni che quando parlava non vedeva altro che le sue scarpe. Egli era solito passeggiare per la strada prospiciente alle villette nelle ore del primo pomeriggio, aiutandosi con un bastone. Raggiungeva un piccolo appezzamento di terreno poco distante dalla sua abitazione e si riposava sotto una pianta d’ulivo, rimanendovi fino a sera.
Questo vecchio, intervenne nel discorso senza che nessuno l’avesse chiamato ed il suo avvicinamento avvenne in maniera così silenziosa e discreta che quando cominciò a parlare, molto lentamente, tutti si stupirono della sua presenza.
- E’ cosa risaputa - disse (ma si esprimeva in un dialetto molto gutturale) - che quando le proprietà si dividono non bisogna mai che si spartiscano con i tre lati... sempre quattro, cinque, quanti ne volete... ma mai tre!
E se ne andò, lentamente come era venuto, lasciando tutti assai perplessi.



Anche se molti scotimenti di testa seguirono alle parole dell’anziano viandante, si deve dire che Davide meditò a lungo su di esse. Sarà stata la sua formazione giovanile da geometra oppure la sua innata curiosità, ma rifletté a lungo su quelle parole tanto da procurarsi le mappe catastali per studiarle con attenzione.
In effetti, con sua somma sorpresa, il vecchio intendeva riferirsi alla particella di terra che era stata venduta per costruire le ville: una particella che aveva la forma di un ampio trilatero piuttosto regolare. Tutto il parco che formava la sede delle villette a schiera poteva dunque considerarsi un ampio triangolo, ma cosa c’entrava, questo, con il tremendo rumore che assillava tutti quanti?
Ora, nella notte, sveglio per il tremendo vibrare dei vetri e delle imposte, stordito da tutti questi pensieri, Davide decise che non avrebbe sopportato più a lungo quel oltraggio e si vestì di tutto punto, aspettando il giorno.
Avrebbe trovato il vecchio per parlarci ancora.


***



Ultimo aggiornamento Martedì 26 Giugno 2012 13:59
 

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