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Non si torna indietro PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Febbraio 2011 19:23

Non si torna indietro

Era mezzanotte e avevo appena finito il mio turno di lavoro al bar.

Le strade erano buie e tetre. Nessuno si vedeva in giro nessuno, nemmeno una coppietta d'innamorati che girava per strada in cerca di qualche bel locale. Era appena scoppiato un temporale e questo mi sembrò molto strano visto che pochi minuti prima il cielo era pieno di stelle con una luna brillante. Negli ultimi tempi provavo molto interesse per alcuni libri del passato e delle tradizioni dei popoli antichi… si dice infatti che dopo il sereno viene la tempesta in alcuni libri antichi indiani e che nella tempesta non ci si può mai aspettare ciò che accadrà. Questo in quelle buie strade m’intimorì molto soprattutto perchè era la mia prima serata di lavoro. Passando per il cimitero di Sunnydale vidi delle grandi ombre, cupe, che comparivano e sparivano all’improvviso. Accelerai il passo con mano la mia valigetta, dove portavo sempre qualcosa per difendermi. Sentivo qualcosa che mi seguiva. Che si avvicinava sempre di più sempre di più.

Mi girai molte volte, ma tutto dietro di me era tranquillo a parte quella tempesta di pioggia che mi fece diventare bagnato fradicio.

Ero sicuro che qualcuno o qualcosa mi seguisse.

Stranamente sentivo anche dei piccoli rumori sinistri come se fossero delle zampe affaticate di un cane. Così incuriosito ma anche terrorizzato dalla paura che dietro di me ci fosse qualcosa, mi voltai, lentamente. Era un lupo!

Cominciai una corsa frenetica. Mi seguiva con un passo lento ma così veloce da essermi vicino.

E dire che il giorno prima ero con gli amici ad un ristorante ed ora mi trovavo li in una strada buia dove non c’ era un’ anima viva e dove sembrava che tutta la felicità improvvisamente si era spenta.

A pensarci il padrone del ristorante fu lui a propormi quel lavoro da cameriere in quel losco bar. Forse voleva uccidermi.

Forse era quello che voleva: farmi uccidere da quella bestiaccia maligna. Notai però una cosa, la luna piena.

Da ciò che sapevo con la luna piena gli infettati da lupi mannari solo con la luna piena prendono forma.

Una nuvola così improvvisamente coprì il chiarore della luna e il lupo si fermò… vedendo che non mi inseguiva più rallentai e a poco a poco mi avvicinai.

Stava cambiando forma!

Era Jason: il mio migliore amico. Mi avvicinai e lo aiutai

-Jason tutto bene?- esclamai con un filo di voce fermato dal mio terrore.

-Tutta colpa tua- esclamò con un tono inferocito.

:-Cosa? Ma che stai dicendo?- gli domandai facendo un passo indietro.

:-Ieri- disse alzandosi, :- sei stato tu a portarci in quel maledetto ristorante- aggiunse.

- e questo cosa vuol dire?- chiesi insospettito.

:- dopo essertene andato abbiamo cominciato ad avviarci verso il nostro dormitorio e un gruppo di lupi ci ha aggredito- disse avvicinandosi:- ecco cosa siamo diventati- continuò mentre Jane sua sorella e Dana la mia migliore amica mi accerchiavano.

- oh dio! Mi dispiace non volevo non lo sapevo, non sapevo nemmeno che esistessero certe cose! Vi prego credetemi!- dissi disperato pensando ad una via di fuga.

-mi dispiace Alex,non si torna indietro!- disse Dana con aria minacciosa.

La nuvola che copriva la luna scomparse e quando abbassai lo sguardo mi vidi circondato da tre lupi. Uno di loro mi si gettò a dosso. Fortunatamente lo evitai e cominciai a scappare. Mi ricordai che a pochi metri da li c’ era un dirupo chiamato “ Il dirupo della morte”. Mi avvicinai al dirupo mentre i tre lupi mi avevano circondato alla sua estremità. Ora rimaneva o morire sbranato da quelle bestie e diventare uno di loro per sempre o gettarsi nel vuoto non facendosi uccidere dai propri migliori amici.

La morte era la mia unica “salvezza”. Mi girai e quando feci per buttarmi i due lupi Dana e Jane si scagliarono verso di me inferociti con i denti pieni di sangue pronti a entrarmi nelle viscere. Però riuscii a scaraventarmi a terra e a salvarmi da quei due lupi che sprofondarono nel dirupo e morirono dopo un pianto di dolore che si sentì dopo lo schianto. Jason più inferocito di prima si scagliò contro di me e trovandomi a terra non feci in tempo a scansarmi. Iniziò così una dura lotta tra me e il mio migliore amico. Mi ricordai però della mia piccola valigetta che si trovava a pochi metri di distanza. Riuscii a raggiungerla ma purtroppo si ruppe facendo fuoriuscire un piccolo coltellino di protezione che mi portavo a presso per le strade di quella pericolosa città.

Lo presi così in mano e lo feci penetrare nel petto del lupo. Morì dopo essersi ritrasformato nel mio migliore amico, Jason, che avevo perso per sempre.

Mi rialzai e pieno di sangue sulle mani me ne tornai a casa.

Da quel giorno quella città non sarebbe più stata come era prima. Un regno di terrore la governava per sempre.

Purtroppo nella vita non si torna indietro…

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Dicembre 2012 18:19
 

Commenti  

 
+4 #1 2011-02-07 18:25
Wow... pensavo avessi smesso invece continui ancora a scrivere articoli.

Pensavo che il sito fosse andato fuori uso.

Buon lavoro!
 

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